«Ogni scriba divenuto discepolo del regno dei cieli è simile ad un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche» (Mt 13,52)
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Politica

Carenze tecniche per il Governo di “tecnici’’

Ha abbondato in dichiarazioni seguite da smentite

di Marco Zanini

La caduta di popolarità del Governo Monti è testimoniata dal fatto che i partiti che lo sostengono, nelle ultime elezioni amministrative, hanno tutti perduto consenso e voti. Questo governo di “tecnici” ha evidenziato paurose carenze tecniche: nella riforma delle pensioni ha dimenticato gli “esodati”, cioè i lavoratori che sarebbero rimasti senza lavoro e senza pensione; nella riforma, incompiuta, del diritto del lavoro, ha complicato le norme senza risolvere i problemi; ha inventato una imposta, l’IMU, senza chiarire le modalità di applicazione, le aliquote, i soggetti passivi e quindi gettando nel disorientamento e nella paura i contribuenti; ha abbondato in dichiarazioni seguite da smentite, andando a toccare, incautamente e temerariamente, temi come il matrimonio omosessuale e affini.
Secondo la Costituzione (art. 47), «la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme», e «favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione»: il governo non ha fatto altro che attaccare il risparmio e colpire le abitazioni, operando ai limiti della legalità costituzionale e minando il delicato equilibrio dei bilanci familiari. La famiglia, cui tutti promettono sostegno e protezione, è stata duramente bastonata sul piano fiscale e su quello del welfare. Si sono rapinate le formiche (risparmiatori, proprietari di case, lavoratori a reddito fisso, pensionati) per nutrire le cicale (banche, finanza speculativa, pubblica amministrazione inefficiente). In sei mesi di taumaturgico governo “tecnico” il debito pubblico è notevolmente cresciuto, la disoccupazione è aumentata, lo “spread” dei titoli pubblici resta a livelli altissimi, mentre la speculazione finanziaria sul debito pubblico procede indisturbata, anzi incoraggiata e rafforzata dalla austerità imposta ai cittadini a garanzia degli alti interessi per i trafficoni e i loro manutengoli bancari. In questo quadro i partiti devono continuare a sostenere il governo, un po’ come la corda sostiene l’impiccato, per evitare un ricorso ad elezioni anticipate che sarebbero rovinose, e per far decantare intanto lo sprezzante rigetto che l’elettorato ha manifestato nei loro confronti. Non è detto però che la tattica funzioni; e in ogni caso non si vede quale sia la strategia, cioè gli scopi e le decisioni politiche, cui questa tattica dovrebbe servire: importante è che nessuno si illuda di poter tornare a campare mettendo in scena il solito gioco delle parti, nel quale la “casta” finge di combattere ma è unita nel conservare privilegi, prebende e potere.

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