«Ogni scriba divenuto discepolo del regno dei cieli è simile ad un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche» (Mt 13,52)
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Politica

La “casta” e le ‘‘caste’’

Un sistema politico che muore per i suoi vizi

di Marco Zanini

Oggi tutti pretendono di fare “antipolitica” ed attaccano la “casta”, in particolare quella dei parlamentari. Secondo noi i parlamentari meritano in genere tutto il discredito di cui sono fatti segno: e purtroppo non hanno intenzione di voler rimediare, anzi traccheggiano con la speranza che il pubblico si stanchi dell’argomento e se ne dimentichi. Ma le furibonde e giustificate campagne di stampa ci fanno sorgere un dubbio. Da sempre esiste la squadra dei giornalisti parlamentari, che conoscono tutti i segreti delle Camere: ma fino ad ieri nessuno di essi ne ha denunciato i privilegi e le scorrettezze. Dobbiamo poi aggiungere che dalla Costituente (1946) ad oggi la categoria dei giornalisti è, dopo quella degli avvocati, la più rappresentata in Parlamento, ed è ben rappresentata anche nei Consigli regionali: ebbene tutti questi sacerdoti della libertà di informazione, queste vestali della moralità pubblica, questi severissimi censori della “casta”, hanno sempre incassato tutto l’incassabile, goduto di tutti i privilegi compresi quelli abusivi, senza fare una piega né spendere una parola; anzi non pochi di essi già percepiscono anche quei vitalizi post-mandato che tanto scandalizzano gli ingenui e disinformati cittadini.
In questo sdegno postumo e comodo temiamo di ravvisare non solo l’ipocrisia e la mancanza di etica di molta stampa, ma anche un disegno neppure tanto occulto. Vale a dire che fino a che i partiti erano potenti e potevano distribuire – volenti o costretti - favori e prebende, il silenzio era conveniente; quando i partiti sono implosi, e gli scandali si sono moltiplicati, la stampa ha ricevuto da chi la controlla l’autorizzazione a parlare, per tirare il calcio dell’asino a un sistema politico morente. Un sistema politico che muore per i suoi vizi, ma anche perché ad alcune forze fa comodo che muoia. Caduta in discredito la politica, il potere passa ai “tecnici”: e i “tecnici” sono la longa manus di quegli stessi poteri economici cui giova detenere per interposta persona anche il potere politico. Guardiamo chi sono i proprietari dei grandi organi di stampa che fomentano gli attacchi alla “casta”, e capiremo molte cose. Ricordiamo che “mani pulite” funzionò allo stesso modo, fingendo di scoprire ciò che tutti sapevano (Craxi ebbe il coraggio e l’onestà di dichiararlo) ma che sarebbe stato sconsigliabile dire prima che qualche potere superiore desse l’impulso. “Mani pulite” fu il primo tentativo di mettere mani non tanto pulite sul potere; la guerra alla “casta” è la seconda tappa del tentativo. Certo la “casta” non merita riguardi, ma attenzione a non buttare via, insieme con l’acqua sporca, anche il bambino – magari non pulitissimo – della democrazia.

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